Pillole di CSI n.18 - Impatto di Valore

Cari dirigenti,
il richiamo di Seneca, citato dal compianto Cardinal Caffarra, offre un criterio di pianificazione fondamentale per chi è chiamato a guidare un comitato del CSI: la gerarchia dei fini. L’efficienza organizzativa, i numeri di tesseramento e il successo tecnico dei campionati sono certamente importanti (come se fossero le “briglie” citate da Seneca), ma non rappresentano il fine ultimo della nostra azione.
Se la struttura burocratica o la gestione dell’evento sportivo diventano fini a se stesse, rischiamo di formare atleti ed erogare servizi tecnicamente impeccabili ma privi di anima e di impatto educativo…e questo, volendo usare una immagine forte, rappresenta la via più sicura per tradire il CSI e i suoi valori. La dirigenza di comitato ha il compito strategico di garantire che ogni investimento, programma o regolamento mantenga la dimensione tecnica sempre al servizio della crescita integrale della persona.

Qualche consiglio per i Comitati
Bilancio di missione e impatto sociale: Affianchiamo al rendiconto economico del comitato uno strumento di valutazione dell’impatto educativo e sociale. Misuriamo la bontà del nostro operato non solo sui volumi delle gare svolte, ma sulla capacità di integrare le fragilità, sostenere le parrocchie ed educare alla convivenza civile. Un sogno irrealizzabile? Proviamoci!

Orientamento della programmazione territoriale:
Nella definizione delle manifestazioni stagionali, evitiamo la sovraesposizione agonistica o calendari esasperati che penalizzano la vita familiare, scolastica e comunitaria dei ragazzi. La sostenibilità dei ritmi di gara è una precisa scelta di tutela della persona. Guidare un comitato significa garantire che l’abilità tecnica sia sempre lo strumento e mai il padrone del nostro progetto culturale.

Buon lavoro e buona “corsa”!

In allegato la pillola n. 18.

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